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UFFICIO

giovedì

Le nostre sedi

Pollica, la cittadina degli ultracenterani

POLLICA. Una piccola cittadina nella regione della bassa Campania, il Cilento, dove cresce l'interesse per varie ricerche sull'invecchiamento. L'obiettivo del vicepresidente della Regione, Fulvio Bonavitacola, è quello di portare all'attenzione Pollica, Acciaroli e tutta la terra del Cilento, attirando la curiosità dei ricercatori americani per costruire un centro di ricerca sui problemi dell'invecchiamento, che farebbe di Pollica, un riferimento internazionale di riferimento per questi temi, oltre che sulla già rinomata ed intramontabile dieta mediterranea. Non a caso, infatti, il convegno si svolge al Castello Capano, già sede del Centro dieta mediterranea intestato all'ex sindaco Angelo Vassallo, ricordato nei vari eventi organizzati perché proprio in questo periodo ricorre l'anniversario della sua uccisione.
Il successore dell'ex sindaco, Stefano Pisani, si è impegnato nell'offrire a David Brenner, vice cancelliere per le Scienze della Salute presso l'Università di San Diego, il miracoloso fico bianco del Cilento.
I primi esiti dello studio pilota intrapreso nell'ambito del progetto Ciao ("Cilento on aging outcomes study") che vede impegnata l'università di San Diego, la Sapienza di Roma, il Waltraut Bergmann Stiftung di Berlino e il Great Italy (Global research on acute conditions team), sono stati oggetto dell'incontro a Pollica tra ricercatori americani, tedeschi e italiani.
Lo studio pilota è stato condotto su 28 ultracentenari della cittadina messi a confronto con altri due gruppi di parenti a due diversi stadi di età, 50 e 70 anni. Dalle prime analisi, come ha spiegato il professore di origini napoletane, Preside della Scuola di specializzazione in Medicina d'emergenza alla Sapienza: "sono emerse basse concentrazione di bio-ADM che è una proteina collegata a fattori di rischio di morte ed agisce in senso difensivo, aumentando la quantità di sangue nella circolazione periferica. Il fatto che sia bassa indica che non deve essere attiva, e dunque che esiste qualche altro fattore protettivo per la popolazione campionata. Ma a San Diego hanno scoperto anche alte concentrazioni atipiche di particolari proteine". Trattasi di proteine legate a processi degenerativi come l'Alzheimer.

Quindi, sembrerebbe che i centenari del Cilento abbiano dei meccanismi proteici che difendono dai processi dell'invecchiamento e che quindi vale la pena studiare, soprattutto dopo aver avuto risultati di altri studi che affermano la presenza di determinati batteri assunti con il cibo, allargando il bacino d'interesse anche alle zone limitrofe.
Non è un caso, infatti, che gli "anziani" di Pollica, oltre che camminare e muoversi molto consumino molte erbe, spesso raccolte in campagna o nei loro orti.


Per studiare, quindi, questi molteplici fattori in California si parla di un investimento fra i 3 e i 10 milioni di dollari. In concomitanza le autorità locali chiedono anche un centro clinico perché la ricerca possa poi produrre anche servizi sociali immediati alla cittadinanza.

venerdì

Addio all'inglese in Europa? Nuove lingue ufficiali all'orizzonte

L'inglese come lingua franca dell'Europa? Forse non più! Proprio così, perché uno degli effetti della Brexit potrebbe essere l'uscita ufficiale della lingua inglese tra le lingue dell'UE, che attualmente sono 24. L'avvertimento arriva niente meno da Danuta Hubner, presidente della commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo, di cui è deputata in rappresentanza della Polonia. La spiegazione è semplice: anche se tra i corridoi dei palazzi di Bruxelles e Strasburgo magari rappresentanti dell'UE continueranno a comunicare con l'inglese, dopo l'uscita della Gran Bretagna dall' Unione Europea, è inevitabile che uscirà di fatto anche la loro lingua ufficiale, e quindi anche come lingua ufficiale europea. L'inglese usato per comune comprensione dei popoli è il cosiddetto linguaggio di Shakespeare, o per meglio dire "broken English",da un'ironizzazione di Carlo d'Inghilterra, che equivale all'inglese sgrammaticato di chi lo utilizza come seconda lingua, utilizzato inoltre come idioma globale, dal web alla scienza, dalla finanza al turismo.
L'avvisaglia c'è stata già qualche giorno fa, quando il capo negoziatore prescelto da Bruxelles per la trattativa su Brexit con il Regno Unito, l'ex ministro degli Esteri francese Michel Barnier, ha espresso la sua preferenza ad utilizzare la propria lingua madre nelle comunicazioni ufficiale e nelle discussioni sull'argomento, sebbene parli perfettamente inglese. Il Primo Ministro del regno Unito, Theresa May, ha reagito con sdegno alla richiesta del francese, non prendendo nemmeno in considerazione l'ipotesi. Sicuramente per quanto riguarda il negoziato su Brexit si continuerà ad utilizzare la lingua inglese, ma a breve non si potrà più parlare inglese nella UE, perlomeno a livello ufficiale.
La norma sulla quale si basa l'ufficialità delle lingue dell'Unione europea, permette ad ogni Paese membro di scegliere una lingua ufficiale e dato che l'Irlanda ha scelto il gaelico e Malta il maltese, solo la Gran Bretagna ha riconosciuto la propria lingua ufficiale nell'inglese. Perciò, quando non ci sarà più la Gran Bretagna nella Ue, non ci sarà più neanche l'inglese.
É ovvio, come sostiene anche la deputata polacca Hubner, che l'inglese è la "lingua dominante" tra i funzionari europei, ed è anche vero che per cambiare la regola "una lingua a Paese" serve un voto unanime di tutti i Paesi membri. Regola interpretabile, come molte della Ue, poiché Malta ed Irlanda, al loro ingresso nell'Unione europea, scelsero rispettivamente maltese e gaelico, proprio perché la Gran Bretagna aveva già scelto l'inglese, parlata anche nei paesi in questione.
Ciò fa si che, in futuro, è possibile che si arrivi a concedere più lingue a Paese e quindi come esce, molto probabilmente l'inglese rientrerà tra le lingue ufficiali.
La Commissione Europea, come ci fa sapere il Wall Street Journal, ha già cominciato ad utilizzare più il francese ed il tedesco nelle comunicazioni ufficiali.

Ora c'è da aspettare e scoprire come, cosa e se cambierà qualcosa nel nostro Paese, soprattutto considerando la forte influenza che l'inglese ha anche sulle nostre istituzioni scolastiche.
Per fortuna nei nostri Business Center il personale parla fluentemente le 4 lingue principali dell'unione Europea: Inglese, francese, tedesco e spagnolo; abbiamo l'imbarazzo della scelta!!

giovedì

La settimana del Pianeta Terra: manifestazioni, luoghi aperti al pubblico, escursioni


Questa è la settimana del Pianeta Terra, e l'Italia si prepara a trasformarsi in un mega Geoevento, collocato in varie zone del nostro paese, organizzato da 200 enti tra università e scuole, enti di ricerca, enti locali, associazioni, parchi e musei. Il festival, che dal 2012 ad oggi sta riscuotendo sempre più successo, ha lo scopo di divulgare la scienza seriamente, attraverso il gioco e la scoperta, e portare all'attenzione l'importanza della Terra, conoscendone il passato, comprendendone il presente per predisporci al meglio al futuro.
Quest'anno si attendono circa 100 mila persone, dislocate in tutto il Paese. Si potrà assistere a manifestazioni per diffondere la cultura scientifica con escursioni, porte aperte nei musei e nei centri di ricerca, passeggiate nei centri urbani e storici, esposizioni, laboratori per bambini e ragazzi, degustazioni, visite guidate, conferenze, convegni, workshop, tavole rotonde ed attività musicali ed artistiche.
Insomma, molti eventi interattivi e molti luoghi aperti che generalmente non sono accessibili.
Accostare tutto al cibo ed al buon vino è ciò che ci viene meglio.. Infatti nel Lazio, più precisamente ai Castelli Romani e a Civita di Bagnoregio, sono previste delle iniziative che analizzeranno i pregi geologici dei territori attraverso la loro storia ed evoluzione, in relazione alla cultura vitivinicola.
Si potranno visitare le miniere d'uranio in Sardegna, per conoscere una storia mineraria completamente diversa da quella del carbone oppure andare in Puglia e partecipare ad un seminario sul patrimonio geologico attraverso la fotografia paesaggistica.
In Val d'Aosta si potrà entrare in una miniera d'oro lunga 1500 metri ed a Siena, nel Museo di Scienze Fisiche, della Terra e dell'Ambiente dell'Università degli studi di Siena, si può scoprire l'uso quotidiano di molti minerali.
Si potrà fare un'escursione nel territorio del Montefeltro, situato tra Toscana, Marche, Umbria ed Emilia Romagna e rivivere l'arte poiché questo territorio è il panorama alle spalle della Gioconda.
Le molte manifestazioni de La Settimana del Pianeta Terra saranno legate ad una campagna di crowdfunding a favore del festival, con lo scopo di garantire i fondi per il supporto dell'organizzazione di Geoeventi anche in futuro e contribuire alla divulgazione scientifica in Italia.


Questa è la settimana del pianeta Terra, questa è la settimana in cui poter girare il nostro Bel Paese con un motivo in piu!

Nobel per la chimica 2016 al confine tra biologia e tecnologia



Risultati immagini per nobel scienza sauvage stoddart

È stato assegnato il Nobel per la Chimica: il francese Jean-Pierre Sauvage, lo scozzese Sir J. Fraser Stoddart e l'olandese Bernard L. Feringa, sono stati considerati i più meritevoli dalla prestigiosa Accademia delle Scienze svedese, per aver studiato il movimento controllato delle molecole ed aver sviluppato così "la macchina più piccola del mondo".
Secondo la giuria di Stoccolma, è una ricerca chiave per gli sviluppi futuri dei nuovi materiali, per l'immagazzinamento e lo stoccaggio dell'energia. Il Nobel è al confine fra la biologia e la tecnologia perché i tre premiati hanno aperto nuove strade alla realizzazione di dispositivi sempre più piccoli. Queste macchine biologiche sono capaci di riprodurre movimenti che le cellule compiono in condizioni naturali, come le contrazioni muscolari.
Il primo importante passo è stato raggiunto da Sauvage che riuscì a legare due atomi ad anello per formare una catena. L'innovazione è stato il tipo di collegamento, poiché non era fatto di un legame covalente ma bensì  da un collegamento meccanico mobile. Perché una macchina possa svolgere un compito deve essere strutturata in parti mobili e i due anelli collegati soddisfacevano esattamente questo requisito.
Di seguito entrò in scena Fraser Stoddart nel 1991 che, con la creazione di un rotaxano, legò un anello molecolare a un piccolo asse così da dimostrare che l'anello poteva muoversi lungo l'asse. Da qui, creò un piccolo ascensore molecolare, un muscolo e un chip di computer. Fu poi Feringa nel 1999 a sviluppare il primo motore molecolare con cui riuscì a muovere un cilindro di vetro 10.000 più grande ed ha anche progettato una nano-auto.
Come ha spiegato il professor Vincenzo Balzani dell'Università di Bologna, sono risultati che hanno permesso un'evoluzione notevole tra l'esplorazione e l'ingegneria della natura. Balzani, che ha firmato molti degli studi sui motori molecolari in collaborazione con due dei tre premiati, si è detto stupito di non essere stato inserito nei nomi, ma felice di essere arrivato quarto, prendendola con filosofia.
"Il chimico è un inventore" , dunque. Non a caso il motore molecolare, valso per il Nobel 2016, è a pari livello di quello elettrico del 1830, quando gli scienziati ancora non immaginavano il futuro con lavatrici, ventilatori o treni elettrici.

I settori che potrebbero beneficiare di queste nuove scoperte sono molte, tra cui la Medicina. A tal proposito il Nobel per questa scienza è stato attribuito al biologo giapponese Yoshimori Ohsumi, premio che consiste in 8 milioni di corone svedesi, pari a 931 mila dollari, pari a 831 mila Euro.

Tanti auguri Dylan Dog per i tuoi 30 anni dal quartiere dedicato ai tuoi creatori: Torrino-Mezzocammino


Oggi più di ieri risuonano le parole di Umberto Eco che diceva di poter leggere la Bibbia, Omero e Dylan Dog per giorni senza annoiarsi. Si, perché il 26 Settembre l'indagatore dell'incubo ha compiuto 30 anni e la frase del nostro scrittore e filosofo racchiude tutto il successo di questo fumetto.
Il personaggio, creato da Tiziano Sclavi, detiene il suo fascino nel "miscuglio organizzato" delle molte influenze culturali che lo caratterizzano: letteratura, cinema, musica e arte. Tra il primo albo uscito il 26 settembre 1986, L'alba dei Morti Viventi, e la storia tutta a colori in uscita il 29 settembre in occasione del trentennale, Mater dolorosa, c'è un evidente filo conduttore che porta alla denuncia dei veri "incubi" della società contemporanea come l'ipocrisia, il razzismo e l'alienazione quotidiana. Il susseguirsi dei drammi moderni della solitudine e dell'emarginazione, sono raccontati in chiave ironica affidata a Groucho.
Ed anche se è lui il festeggiato, ci ha tenuto a tornare sulla scena dopo 9 lunghi anni, regalando ai propri lettori una nuova serie Le storie di Dylan Dog.
Eppure c'è da ricordare che il fumetto non era partito molto bene, anzi si parlava già di fiasco; ma poi è successo qualcosa, probabilmente grazie al passaparola, le vendite sono aumentate di mese in mese fino ad arrivare alle 500 mila copie mensili, diventando così un fenomeno di costume. Il suo picco massimo lo raggiunge definitivamente agli inizi degli anni '90.
Anche se, come per tutti i fumetti seriali, ha subito un notevole calo delle vendite, rimane comunque uno dei fumetti più letti in Italia.
Durante gli anni, il suo creatore Sclavi, ha incaricato altri sceneggiatori e grandi disegnatori il compito di ricercare nuove strade per corrispondere alla concorrenza dei nuovi media e forme di intrattenimento e ultimamente il creatore Roberto Recchioni ha rinfrescato la serie creando nuovi personaggi e antagonisti, come John Ghost, che lo modernizza inserendo un po' di tecnologia nelle storie del fumetto.
Molte le "feste di compleanno" per Dylan Dog, a partire dalla Zombie Walk che si è tenuta a Milano qualche giorno fa. Appuntamento importante invece si terrà al Lucca Comics, il festival del fumetto italiano, che andrà in scena dal 28 ottobre al primo novembre, dove sarà presentata la riedizione speciale dell'albo n.1 e la versione del n.361 Mater dolorosa con la copertina di Zerocalcare.

Siamo tutti invitati, in giro per l'Italia, alle molte manifestazioni per il compleanno del nostro indagatore più famoso e perché no, venite a visitare il quartiere dedicato interamente ai fumetti e ai loro creatori, passate a trovarci nei nostri due Business Center in zona Torrino-Mezzocammino!!

venerdì

OGM: i benefici sono davvero maggiori dei costi e dei problemi che comportano?


Una scoperta che ha lasciato a bocca aperta un po' tutti, già perché non ci si aspettava che la soia ogm facesse utilizzare più erbicidi. Infatti dopo un esame accurato sui dati dal 1998 al 2011, fatto a 5000 coltivatori di mais e 5000 di soia su tutto il territorio degli Stati Uniti, sono stati registrati sementi, pesticidi ed erbicidi acquistati. Incrociando poi le informazioni, hanno pubblicato lo studio più ampio mai realizzato negli Usa sulle coltivazioni geneticamente modificate. Il risultato che ha lasciato stupiti un po' tutti, almeno nella soia, è che l'utilizzo di sementi transgeniche ha fatto aumentare, anziché ridurre, l'uso di erbicidi nei campi.
GianCarlo Moschini, professore di economia alla Iowa State University di Ames, vive nella cittadina ormai da anni e studia in particolare l'impatto delle nuove tecnologie su piantagioni e campi. Seguendo molto da vicino l'aspetto economico degli ogm, si è trovato ad elaborare dei dati che in precedenza non erano mai stati usati.
Grazie allo studio sui campi di mais modificato geneticamente per resistere agli insetti e di soia transgenica resistente al glifosfato, uno dei pesticidi più usato e criticato, ci svela la sorpresa: chi usa la soia transgenica, di fatto, sparge sui campi il 28% in più di erbicidi rispetto a chi pianta sementi naturali.
Dopo la rivelazione, la spiegazione del Dott. Moschini " Sicuramente ha contato il fatto che negli Usa a partire dai primi anni 2000 il prezzo del glifosato è sceso, perché è scaduto il brevetto della Monsanto. Questo ha incentivato gli agricoltori a usarne grandi quantità, sapendo che la loro soia non ne avrebbe risentito perché programmata per essere resistente. Ma dall'analisi dei dati emerge che quegli stessi agricoltori negli anni successivi hanno usato altri erbicidi. La cosa più probabile è che le erbe infestanti abbiano sviluppato una resistenza al glifosato".
Specificando che si tratta comunque di chilogrammi di erbicida per ettaro di terreno, la soia ogm pensata per ridurre l'uso di erbicidi, fa l'effetto contrario.
Nonostante il risultato di questo studio, il Dott. Moschini crede ancora all'ingegneria genetica applicata all'agricoltura e lo esprime con queste parole: " Negli Usa più del 90% del mais e della soia coltivate sono ogm. Nessuno di noi rinuncerebbe all'automobile pur sapendo che inquina. Per l'agricoltura americana vale lo stesso discorso: i benefici sono maggiori dei costi, che vanno comunque ottimizzati".

Con ciò si aprano le danze alle opinioni ed alle critiche che questo argomento ha sempre scaturito..

giovedì

Inquinamento acustico nemico del benessere psicofisico



Il tema dell'inquinamento acustico è stato ripreso e riportato alla luce dal recente report dell'Agenzia Europea per l'Ambiente che conta 125 milioni di persone coinvolte, solo nel Vecchio Continente. Un europeo su quattro è esposto all'inquinamento acustico con possibili conseguenze salutari, dai disturbi del sonno ai problemi cardiaci. La percentuale di rischio dipende dalle zone più rumorose che sono state individuate presso il Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi.
Nel nostro Bel Paese alcune città sono più a rischio di altre, e questo dipende sia dal traffico stradale, ferroviario e aereo, sia dalla presenza di stabilimenti industriali.
Un attenzione particolare va data ai bambini, il cui apprendimento nei primi anni di vita, può essere compromesso proprio dal rumore ambientale, come sostiene un recente studio dell'Università del Wisconsin-Madison.
Nella ricerca sono stati analizzati 100 bimbi di età compresa tra i 22 e i 30 mesi ed è risultato che il processo di apprendimento di nuove parole è più immediato se fatto in ambienti tranquilli e silenziosi, a meno che il sottofondo non sia una traccia di musica classica che, ascoltata a volume adeguato, ha un effetto positivo sul cervello.
A tutela di tutto ciò sono già in vigore varie leggi in materia, soprattutto su banda larga dove sono dovute intervenire le istituzioni maggiori. Anche nel nostro piccolo però possiamo trovare dei rimedi per diminuire questo rischio per noi, i nostri figli e la collettività in generale.
A casa si potrebbero montare infissi per l'isolamento acustico e costruire pareti e pavimenti fonoassorbenti così da limitare il rilascio delle onde sonore date da t, elettrodomestici e radio. Qualcuno potrebbe sottolineare il costo di questi rimedi, ed è comprensibile, ma anche togliere le notifiche delle app dei nostri smartphone ed abbassare la suoneria potrebbe già essere un passo avanti, data la mole di suoni che questi apparecchi fanno.
Chi è costretto a viaggiare molto per lavoro o chi lavoro direttamente su strada, probabilmente, non nota più i molti rumori della città, data l'assuefazione; eppure sirene, motori accesi, clacson, pneumatici che rotolano e sgasate di camion sono i nemici numero uno per le nostre orecchie e minano quotidianamente il nostro benessere psicofisico senza che ce ne rendiamo conto.
Si stanno già studiando misure ad hoc per questo e sul mercato americano e già in vendita un SUV di una nota casa automobilistica che è dotato non solo di cristalli acustici ma anche di un particolare e sofisticato sistema di insonorizzazione dell'abitacolo che lo trasforma in una specie di paradiso per l'udito. L'auto assorbe i rumori tramite dei microfoni posizionati all'interno e li annulla generando frequenza opposte diffuse dall'impianto audio della vettura, anche se spento.

Le soluzioni si trovano, la tecnologia avanza..ma non basterebbe essere un po' più tranquilli semplicemente senza strombazzare il clacson o urlare al telefono in giro per strada?

Fertility Day: mamme capofamiglia in Italia?

La discussa campagna promossa dal Ministero della Salute per il Fertility Day, oltre ad aver mobilizzato polemiche di vari gruppi attivisti e scatenato i social, ha però sollevato l'attenzione alla condizione femminile in Italia. Si pensi che l'arrivo di un figlio costa il posto di lavoro ad un'italiana su due, licenziate o messe nelle condizioni di doversi dimettere. La cifra, data da Il Fatto Quotidiano online, parla di circa 800 mila donne che, secondo l'Istat, si sono ritrovate in situazioni poco gradevoli dopo essere diventate mamme o prima ancora.
Alcuni numeri ci portano in chiaro la situazione. Nel 2015, in Italia, si è raggiunto il minimo storico per quanto riguarda le nascite, e la nostra nazione è risultata essere il Paese con le mamme più "vecchie" d'Europa. In Liguria, nel Lazio e in Sardegna un bambino su dieci nasce da mamme ultraquarantenni.
L'Italia è il terzultimo paese per donne che lavorano in Italia, peggio di noi solo Grecia e Macedonia. Di donne tra i 25 e i 54 anni, in Italia, ne lavorano solo il 57% e per loro il reddito si ferma sotto i 25 mila euro annui, mentre quello degli uomini supera i 31 mila.
Perché, per esempio in Svezia, lavorano l'87% delle donne? Semplice, l'impiego della donna porta alla famiglia uno stipendio in più e soprattutto sono tutelate da un sistema di malware che permette di conciliare i tempi familiari con quelli professionali.
Uno studio accurato dall'Ufficio studi di Confartigianato si evince che gli investimenti statali sono molto più agevoli per gli anziani che per le famiglie. Esempio pratico: per 1 euro speso a favore delle famiglie se ne spendono 20 per gli over 65.
Questa ridotta quantità di spesa pubblica a favore dei servizi per la famiglia incide, indubbiamente e negativamente, sulla natalità e l'occupazione femminile.
Il recente sondaggio della Cnn sul dove è più facile vivere da mamma e papà, ha individuato che sette su otto stati recensiti (l'ottavo è il Canada) sono in Europa: Islanda, Francia, Danimarca, Paesi Bassi Svezia, Finlandia e Norvegia. In questi paesi più del 75% delle mamme lavora ed ovviamente e dove si fanno più figli proprio perché si permette alle famiglie di trovare equilibrio tra famiglia e lavoro.
In Italia, a fronte di uomini capifamiglia ritrovatisi senza lavoro, sono aumentate le donne capofamiglia occupate che si sono accontentate di qualsiasi lavoro purché garantire un reddito familiare.
Sono aumentate le occupate immigrate ed è aumentata la permanenza sul lavoro delle ultracinquantenni. Per non farci mancare nulla nel nostro paese troviamo anche il fenomeno della sovra-istruzione, ossia laureate che risultano occupate ma che svolgono impieghi per cui non è necessaria la laurea. Inoltre sono diminuite le professioni tecniche e cresciute quelle non qualificate.

Neanche a dirlo, chi soffre di più in questa situazione sono i giovani fino ai 34 anni di età.

Tre minuti per ridurre la glicemia

Tre minuti ogni trenta bastano al nostro profilo metabolico per migliorarne i risultati. Soprattutto per chi lavora in ufficio e passa 8 ore al giorno perlopiù seduto questi 3 minuti, che alla fine della giornata sono più di tre quarti d'ora, servono ridurre la glicemia ed a migliorare la risposta metabolica. A questa soluzione ci si è arrivati dopo uno studio australiano recentemente pubblicato su Diabetes Care, il quale sostiene che basterebbe interrompere per un breve periodo ciò che si sta facendo anche solo per raggiungere il vicino di scrivania o, meglio ancora, fare 3 minuti di piccoli esercizi come la contrazione dei glutei, piccoli piegamenti, o camminare sulle punte dei piedi.


Lo studio ha analizzato 24 adulti, diabetici, età media 60 anni suddividendoli in 3 gruppi: il primo gruppo - quello di controllo - è rimasto seduto per tutte le 8 ore; il secondo alternava ogni mezz'ora tre minuti di camminata, mentre il terzo si dedicava agli esercizi, sempre di minimo sforzo.
Il risultato è stato a dir poco inaspettato. Il secondo e il terzo gruppo hanno registrato una riduzione della glicemia del 39% mentre l'insulina è scesa rispettivamente a 36% e 37%. Risposte significativamente molto differenti da quelle date dal primo gruppo, cioè quello di controllo. Anche se lo studio è stato fatto su dei soggetti malati di diabete, ciò non esclude i suoi benefici a chi non lo è, poiché un comportamento così efficace, semplice e applicabile può essere messo in pratica da tutti.
I consigli degli esperti si rifanno ai piccoli gesti quotidiani sempre consigliati come parcheggiare più lontano, scendere una fermata prima dal bus, fare le scale anziché l'ascensore anche solo a scendere e portare il cane al parco. Sono piccoli accorgimenti e vantaggi, che insieme danno alla lunga un gran beneficio al nostro corpo. L'attività fisica anche se minima, come ci dice Giorgio Sesti, presidente della società Italiana di Diabetologia, aiuta il nostro metabolismo ed aiuta a prevenire non solo il diabete, ma riduce i trigliceridi e fa aumentare il colesterolo buono. Per non parlare poi dei benefici per le patologie osteoarticolari.
Dunque bastano 35-40 minuti di movimento al giorno, 150 a settimana, per ridurre il rischio di ammalarsi di diabete ed in generale per non ammalarsi di una vita sedentaria.

È che troppo spesso si ritiene più facile ingoiare una pillola, che ridurre duecento calorie al giorno e fare un po' di movimento...